Abitudini e benessere
Ansia da matematica nei bambini: segnali, cause e come aiutarli
Come si riconosce l’ansia da matematica dai 5 ai 10 anni, perché nasce, quanto contano le emozioni degli adulti e cosa fare a casa, con calma, ogni giorno.

In breve
L’ansia da matematica è tensione o paura davanti alla matematica che può bloccare il pensiero, anche quando il bambino sa la risposta. Può comparire già nei primi anni di primaria. Aiuta restando calmo tu per primo, lodando impegno e strategie invece della velocità, togliendo il cronometro e proponendo esercizi brevi e alla sua portata. Se la preoccupazione torna spesso, parlane con le insegnanti e, se si allarga ad altro, con il pediatra.
Punti chiave
- L’ansia da matematica è un’emozione, non una mancanza di capacità. In un ampio studio inglese, la maggior parte dei bambini con ansia da matematica aveva risultati normali in matematica.
- Può comparire presto: i ricercatori l’hanno misurata già in prima e in seconda elementare.
- Le emozioni degli adulti contano. In uno studio, i figli di genitori ansiosi per la matematica hanno imparato meno durante l’anno, ma solo quando quei genitori li aiutavano spesso nei compiti.
- Gli stereotipi pesano: secondo l’INVALSI, in matematica le bambine sono già indietro in seconda, per motivi soprattutto sociali e culturali.
- Cosa aiuta: esercizi brevi e sereni, lodi per impegno e strategie, niente cronometro, giochi al posto delle schede, e parlarne presto con la scuola.
Che cos’è l’ansia da matematica?
L’ansia da matematica è una sensazione di tensione, preoccupazione o paura nelle situazioni in cui c’è di mezzo la matematica. I ricercatori dell’Università di Cambridge la descrivono come «apprensione, tensione o disagio» mentre si fa matematica, e sottolineano che è soprattutto un problema emotivo, non un problema nell’imparare la matematica. Una guida dell’UNESCO firmata da Dénes Szűcs e da Irene C. Mammarella dell’Università di Padova la descrive come una reazione che va da una leggera tensione a una paura forte.
L’ansia occupa la memoria di lavoro, la «scrivania» della mente dove teniamo i numeri mentre calcoliamo. Per questo un bambino ansioso può bloccarsi su 7 + 5 al tavolo dei compiti e rispondere senza problemi in macchina.
- Può cominciare presto. In uno studio statunitense su 154 bambini di prima e seconda elementare, l’ansia da matematica andava già insieme a risultati più bassi, nei bambini con una memoria di lavoro più forte.
- Non vuol dire essere «negati». In un progetto inglese con più di 1.700 alunni, la maggior parte dei bambini con ansia da matematica aveva risultati normali in matematica.
- Può alimentarsi da sola. L’ansia rende la matematica più difficile, e le difficoltà aumentano l’ansia: i ricercatori parlano di circolo vizioso, ed è per questo che conviene lavorare sia sulle emozioni sia sulle abilità.
- Cresce con l’età. In un gruppo di bambini italiani studiato insieme ai ricercatori di Cambridge, l’ansia da matematica aumentava con l’età, a differenza dell’ansia in generale.
Come si riconosce tra i 5 e i 10 anni?
I bambini piccoli raramente dicono «la matematica mi mette ansia». Cerca comportamenti che compaiono con la matematica ma non con il resto. Ogni singolo segnale può avere altre cause, dalla stanchezza a una brutta giornata a scuola.
Dai 5 ai 7 anni
- Lacrime, capricci o un mal di pancia improvviso quando escono i compiti di matematica
- Dire «Non ci riesco» o «Sono stupido» prima ancora di provare
- Tirare a indovinare o copiare, pur di finire in fretta
- Nascondere le dita mentre conta, come se fosse un imbroglio
Dagli 8 ai 10 anni
- Bloccarsi nelle verifiche a tempo o nelle domande veloci, e poi sapere le risposte più tardi
- Dire «Non sono portato per la matematica» o confrontarsi di continuo con i compagni
- Evitare i compiti, «perdere» le schede o chiedere di restare a casa nei giorni di verifica
- Raccontare di cuore che batte forte, mani sudate o nausea durante le lezioni di matematica

Consiglio Cerca uno schema
Una brutta serata non è ansia da matematica. Uno schema che si ripete, e che compare con la matematica ma non con la lettura o con il gioco, merita una chiacchierata delicata con tuo figlio e con le sue insegnanti.
Perché alcuni bambini diventano ansiosi con la matematica?
Raramente c’è una causa sola. Il gruppo di Cambridge ha trovato che l’ansia da matematica può nascere da più fattori insieme, come una tendenza generale a preoccuparsi, il panico sotto pressione e le difficoltà già incontrate con la matematica. Avverte anche che l’ansia per la matematica degli adulti può influenzare quella dei bambini.
L’ansia dei genitori
I bambini si accorgono di cosa proviamo per i numeri. In uno studio su bambini di prima e seconda elementare pubblicato su Psychological Science (Maloney e colleghi, 2015), i figli di genitori ansiosi per la matematica hanno imparato significativamente meno matematica durante l’anno e lo hanno finito più ansiosi, ma solo quando quei genitori li aiutavano spesso nei compiti di matematica. Quando aiutavano meno spesso, la loro ansia non era legata ai risultati né agli atteggiamenti dei figli, e non c’entrava nulla con la lettura.
Questo non vuol dire che i genitori ansiosi debbano stare lontani dalla matematica: vuol dire che conta come aiutiamo. Gli stessi ricercatori di Cambridge suggeriscono che per genitori e insegnanti affrontare le proprie paure verso la matematica potrebbe essere il primo passo per aiutare i bambini.
Gli stereotipi: «le femmine non sono portate»
Secondo l’INVALSI, nella prova di matematica di seconda le bambine ottengono in media circa 3,6 punti percentuali in meno dei maschi: un divario che inizia a prendere forma intorno ai 7 anni e che l’istituto attribuisce soprattutto ad aspettative sociali e culturali, non alle capacità logiche. La guida dell’UNESCO aggiunge che le bambine mostrano spesso più ansia da matematica dei maschi, già in seconda e terza, anche quando i loro risultati sono uguali. Anche le nuove Indicazioni nazionali chiedono alla scuola di contrastare lo stereotipo della matematica «più adatta ai maschi».
Cosa aiuta a casa? 8 cose da provare
- Attenzione alle parole sulla matematica. Sostituisci «Io in matematica ero negato» con «La matematica mi ha chiesto pratica, e me la chiede ancora». E non dire mai che è una materia «da maschi».
- Aiuta nei compiti in modo breve e calmo. Se la matematica ti mette tensione, aiuta meno spesso ma meglio: leggete insieme la consegna, chiedi «Cosa sai già?» e poi fai un passo indietro. «Chiediamolo alla maestra» è un’ottima risposta quando sei bloccato anche tu.
- Aggiungi matematica che non sia compito. Giochi da tavolo, cucina e spesa fanno sentire la matematica come un gioco; vedi i nostri giochi di matematica a casa.
- Loda impegno e strategie, non velocità o intelligenza. Di’ «Hai provato due strade e la seconda ha funzionato», non «Sei bravissimo». In uno studio statunitense, i bambini i cui genitori lodavano più spesso il loro impegno tra 1 e 3 anni erano più propensi, a 7–8 anni, a credere che le capacità possano crescere.
- Dai un nome all’emozione, poi rimpicciolisci il compito. «La matematica adesso ti fa paura. Facciamo solo le prime due.» Piccoli successi ricostruiscono la fiducia.
- Insegna un modo per calmarsi. Esercitatevi a respirare lentamente con la pancia quando tuo figlio è tranquillo, così la tecnica è pronta quando la matematica diventa difficile.
- Tratta gli errori come informazioni. Chiedi «Cosa ci dice questo errore?» e racconta i tuoi: «Per 34 + 18 avevo scritto 42. Avevo dimenticato il riporto: fa 52».
- Non eliminare del tutto la matematica. Evitarla fa crescere l’ansia: poco, spesso e alla sua portata è meglio di niente.

Consiglio Prova stasera
Fate una partita a un gioco di carte senza risposte giuste o sbagliate sulla carta, come Battaglia con le carte napoletane, dove vince la carta più alta. Ridete, state sotto i 10 minuti e non parlate di compiti.
Le verifiche a tempo mettono ansia?
In molte classi si usano brevi verifiche a tempo sui fatti numerici, e gli esperti non sono d’accordo. Jo Boaler, docente di didattica della matematica a Stanford (youcubed), sostiene che per circa un terzo degli studenti l’inizio delle verifiche a tempo coincide con l’inizio dell’ansia da matematica, perché lo stress blocca la memoria di lavoro che serve per ricordare fatti noti. Una guida pratica del What Works Clearinghouse statunitense, invece, ha trovato prove solide che brevi attività a tempo aiutano i bambini in difficoltà in matematica, ma consiglia di usarle solo dopo aver insegnato un’abilità, per 1–5 minuti, con i progressi tenuti privati e l’obiettivo di battere il proprio punteggio. La guida dell’UNESCO raccomanda di evitare il più possibile la pressione del tempo con i bambini molto ansiosi.
- A casa, niente cronometro. A scuola ci sono già occasioni per essere veloci; casa può essere il posto dove la matematica è tranquilla.
- Se tuo figlio ama le sfide, lascialo gareggiare con se stesso: un minuto, poi prova a battere il suo punteggio. Mai confrontare fratelli.
- Chiedi all’insegnante come si usano le verifiche a tempo. Sono esercizio o valutazione? Tuo figlio potrebbe fare meno domande, o lavorare senza tempo, per un periodo?
- Esercita le strategie, non la velocità. La velocità arriva dopo la comprensione: vedi il calcolo mentale e le tabelline.
Quando parlarne con le insegnanti (o con il pediatra)?
Parlane presto con le insegnanti. Non ti stai lamentando: stai condividendo qualcosa che devono sapere, e spesso a scuola vedono un lato diverso di tuo figlio. Vale la pena di parlarne se:
- le preoccupazioni per la matematica tornano di continuo;
- a scuola evita la matematica o dice di sentirsi male durante le lezioni;
- i compiti finiscono spesso in lacrime, anche quando sono brevi;
- la matematica resta molto difficile nonostante un aiuto calmo e regolare a casa.
Domande utili: cosa trova difficile mio figlio? Si blocca nelle verifiche o anche nel lavoro di tutti i giorni? Quali strategie e quali parole usa la classe, così a casa usiamo le stesse? C’è un modo piccolo e senza pressione per ricostruire la fiducia?
Parlane con il pediatra se la preoccupazione non passa o peggiora, se si allarga ben oltre la matematica o se interferisce con la vita di tutti i giorni, come il sonno, il gioco o l’andare a scuola.
Le difficoltà emotive e quelle di apprendimento sono diverse e richiedono aiuti diversi, anche se possono presentarsi insieme. Se la matematica resta difficile anche quando tuo figlio è sereno, chiedi alla scuola se serve un approfondimento: la discalculia è un disturbo specifico dell’apprendimento, e le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità raccomandano di diagnosticarla solo a partire dalla terza, tenendo conto anche di eventuali difficoltà emotive.
Come rendere di nuovo serena la matematica
- Comincia appena sotto il suo livello. Una serie di successi facili è la strada più veloce per tornare a «ce la posso fare». Poi sali piano.
- Sessioni brevi. Da cinque a dieci minuti, chiudendo con un successo.
- Progressi privati. Confronta tuo figlio solo con se stesso: «La settimana scorsa era difficile. Guarda adesso».
- Festeggia i tentativi coraggiosi, non solo le risposte giuste. Per il quadro generale, vedi come insegnare la matematica a casa.
Domande frequenti
Un bambino di 6 anni può avere l’ansia da matematica?
Sì. I ricercatori hanno misurato l’ansia da matematica già in prima e in seconda elementare, e in alcuni bambini andava già insieme a risultati più bassi. Per questo vale la pena di reagire presto e con delicatezza.
Ansia da matematica vuol dire essere negati per la matematica?
No. In un ampio studio inglese, la maggior parte dei bambini con ansia da matematica aveva risultati normali. L’ansia può però impedire a un bambino di mostrare quello che sa, soprattutto sotto pressione di tempo.
I genitori possono trasmettere l’ansia da matematica ai figli?
Può succedere. Uno studio del 2015 ha trovato che i figli di genitori ansiosi per la matematica imparavano meno e diventavano più ansiosi durante l’anno, ma solo quando quei genitori li aiutavano spesso nei compiti: conta come aiuti.
Se la matematica mi mette ansia, devo smettere di aiutarlo nei compiti?
Non necessariamente. Tieni l’aiuto breve e calmo, fai domande invece di rispiegare tutto e aggiungi matematica rilassata, come giochi o cucina. Se non sei sicuro di come funziona un metodo, chiedi all’insegnante.
Le verifiche a tempo causano l’ansia da matematica?
Alcuni esperti, come Jo Boaler di Stanford, pensano che siano un fattore importante, mentre altri trovano utile per alcuni bambini un esercizio a tempo breve e senza conseguenze. A casa il cronometro non serve, e puoi chiedere all’insegnante alternative se le verifiche a tempo agitano tuo figlio.
Ansia da matematica e discalculia sono la stessa cosa?
No. L’ansia da matematica è una difficoltà emotiva; la discalculia è un disturbo specifico dell’apprendimento del calcolo e dei numeri, che si diagnostica solo a partire dalla terza. Possono presentarsi insieme, e richiedono aiuti diversi.
Fonti
Scritto dal team di Matobur di Edict Digital e verificato su queste fonti:
- Understanding Mathematics Anxiety: sintesi del progetto su studenti della primaria e della secondaria (Carey e colleghi, 2019) (si apre in una nuova scheda)Centre for Neuroscience in Education, University of Cambridge
- Math Anxiety (Szűcs e Mammarella, 2020), Educational Practices Series n. 31 (si apre in una nuova scheda)UNESCO International Bureau of Education e International Academy of Education, copia della University of Cambridge
- Maloney e colleghi (2015): Intergenerational effects of parents’ math anxiety on children’s math achievement and anxiety (Psychological Science 26(9)) (si apre in una nuova scheda)Psychological Science, copia dell’articolo pubblicata dalla Temple University
- Ramirez e colleghi (2013): Math anxiety, working memory, and math achievement in early elementary school (Journal of Cognition and Development) (si apre in una nuova scheda)ERIC, Institute of Education Sciences
- Genere e apprendimento: evidenze e sfide nel Rapporto INVALSI 2025 (5 maggio 2026) (si apre in una nuova scheda)INVALSI
- Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione (DM 9 dicembre 2025, n. 221), allegato: Matematica (si apre in una nuova scheda)Ministero dell’Istruzione e del Merito, Gazzetta Ufficiale n. 21 del 27 gennaio 2026
- Gunderson e colleghi (2013): Parent praise to 1- to 3-year-olds predicts children’s motivational frameworks 5 years later (Child Development) (si apre in una nuova scheda)ERIC, Institute of Education Sciences
- Fluency Without Fear: Research Evidence on the Best Ways to Learn Math Facts (Jo Boaler) (si apre in una nuova scheda)youcubed, Stanford Graduate School of Education
- Assisting Students Struggling with Mathematics: Intervention in the Elementary Grades (guida pratica, 2021) (si apre in una nuova scheda)What Works Clearinghouse, Institute of Education Sciences (Dipartimento dell’Istruzione degli Stati Uniti)
- Linea guida sulla gestione dei disturbi specifici dell’apprendimento: aggiornamento ed integrazioni (2022) (si apre in una nuova scheda)Istituto Superiore di Sanità, Sistema Nazionale Linee Guida