Da dove iniziare

Come insegnare la matematica a casa: guida pratica dai 5 ai 10 anni

Matematica a casa dai 5 ai 10 anni: parlare di numeri ogni giorno, oggetti prima dei simboli, 10 minuti al giorno, giochi e quando chiedere aiuto.

  • 5–10 anni
  • Infanzia–4ª primaria
  • Lettura: 11 min

In breve

Aiuta tuo figlio con momenti di matematica brevi, sereni e frequenti. Parla di numeri nella vita di tutti i giorni, fagli usare oggetti veri prima dei disegni e delle operazioni scritte e gioca con carte e dadi. Dieci minuti tranquilli quasi ogni giorno valgono più di un’ora la domenica. Resta curioso e non critico, segui quello che fa la classe e parla presto con le insegnanti se resta bloccato per settimane.

Punti chiave

  • Poco e spesso funziona meglio: circa 10 minuti quasi ogni giorno bastano tra i 5 e i 10 anni.
  • Vai dagli oggetti ai disegni ai simboli: conta cose vere prima di scrivere 8 + 5 = 13.
  • Parlare di numeri nella vita quotidiana (scale, prezzi, merenda da dividere) costruisce il senso del numero, e la ricerca collega le chiacchiere sui numeri in famiglia a migliori conoscenze numeriche.
  • Il tuo atteggiamento conta: resta calmo, loda l’impegno e le strategie e aiuta nei compiti senza sostituirti.
  • Parla presto con le insegnanti se tuo figlio resta bloccato per settimane o comincia ad avere paura della matematica.

Cosa conta davvero quando aiuti tuo figlio in matematica?

Non serve essere «portati per la matematica» per aiutare. Tra i 5 e i 10 anni l’obiettivo non è correre più avanti della scuola, ma costruire il senso del numero (la capacità di capire come funzionano i numeri), la fiducia e l’abitudine a spiegare. È anche ciò che chiedono le Indicazioni nazionali: alla fine della terza i bambini devono saper eseguire semplici operazioni e «verbalizzare le procedure di calcolo», cioè raccontare come hanno fatto.

Due grandi guide basate sulla ricerca vanno nella stessa direzione. Il What Works Clearinghouse del Dipartimento dell’Istruzione statunitense consiglia di fare matematica ogni giorno e di insegnare ai bambini a descrivere il mondo con la matematica. L’Education Endowment Foundation (EEF), una fondazione inglese indipendente che studia cosa funziona a scuola, suggerisce libri illustrati, puzzle, canzoni, filastrocche, giochi e i momenti di routine della giornata.

  • Poco e spesso. Dieci minuti quasi ogni giorno valgono più di un’ora la domenica.
  • Prima le mani. Oggetti veri, poi disegni, poi numeri e segni scritti.
  • Parlare del ragionamento. Chiedi «Come hai fatto?» più spesso di «Quanto fa?».
  • Giocare. Carte, dadi e giochi da tavolo danno tanta pratica senza schede.

Consiglio Puoi cominciare oggi

Aggiungi una domanda con i numeri a una routine che avete già, come apparecchiare la tavola: «Siamo in 4 e abbiamo messo 3 forchette: quante ne mancano?». Per la prima settimana basta questo.

Come portare la matematica nella vita di tutti i giorni?

Parlare di matematica vuol dire chiacchierare di numeri, forme e quantità nei momenti normali della giornata. In uno studio che ha seguito alcune famiglie per anni, la quantità di parole sui numeri che i bambini sentivano dai genitori tra i 14 e i 30 mesi prevedeva quanto bene, a quasi 4 anni, capivano il significato delle parole-numero, anche tenendo conto del livello socioeconomico. Tra i 5 e i 10 anni l’abitudine continua, con numeri più grandi.

Le nuove Indicazioni nazionali, tra l’altro, collegano la matematica alle prime competenze di educazione finanziaria, come il risparmio e il consumo consapevole: contare il resto al mercato è proprio questo. Nella tabella le risposte sono tra parentesi.

Domande con i numeri per ogni momento della giornata
Momento5–7 anni8–10 anni
In cucinaServono 3 uova e ne abbiamo 2: quante ne mancano? (1)La ricetta è per 4 persone e chiede 150 g di farina: quanta ne serve per 8? (300 g)
A fare la spesaCosta di più una cosa da 4 euro o una da 7 euro? Di quanto? (quella da 7, costa 3 euro in più)3 yogurt da 1,20 euro l’uno: quanto spendiamo? (3,60 euro)
In macchinaCerca un 7 su una targa. Leggi un numero a due cifre.Somma le cifre della targa AB 472 CD: 4 + 7 + 2 = 13.
Alla merenda12 acini d’uva in 3: quanti a testa? (4)25 cracker in 4: quanti a testa e quanti ne avanzano? (6 a testa, ne avanza 1)
Con l’orologioLa cena è tra 10 minuti e sono le 19 e 30: a che ora si cena? (alle 19 e 40)Un film di 95 minuti comincia alle 16 e 15: a che ora finisce? (alle 17 e 50)

Consiglio Chiedi «Come lo sai?»

Quando tuo figlio risponde, chiedigli come ci è arrivato. Spiegare una strategia («6 + 6 fa 12, quindi 6 + 7 fa 13») rafforza la comprensione e ti mostra cosa esercitare dopo.

Passo dopo passo: oggetti, poi disegni, poi simboli

Un’operazione scritta si capisce meglio dopo averla fatta con le mani e averla vista in un disegno: prima il concreto, poi l’immagine, poi il simbolo. Per i bambini che trovano difficile la matematica, il What Works Clearinghouse raccomanda un insieme ben scelto di materiali concreti e di disegni semplici, come la linea dei numeri.

  1. Oggetti. Metti in fila 8 cucchiai e, sotto, altri 5. Sposta 2 cucchiai dalla fila da 5 a quella da 8: ora una fila ne ha 10.
  2. Disegno. Disegna 10 pallini dentro un rettangolo e 3 fuori: tuo figlio vede 10 e 3.
  3. Simboli. Scrivilo: 8 + 5 = 8 + 2 + 3 = 10 + 3 = 13.
  4. Parole. Tuo figlio racconta la strategia: «All’8 servono 2 per fare 10, ne avanzano 3, quindi 13».
Esempio Un’addizione, tre modi
  • Oggetti: 8 cucchiai + 5 cucchiai → ne sposto 2 → 10 cucchiai + 3 cucchiai
  • Disegno: ●●●●●●●●●● + ●●●
  • Simboli: 8 + 5 = 8 + 2 + 3 = 13

Consiglio Le dita sono permesse

Contare con le dita è una tappa normale e utile, non un imbroglio: la guida dell’EEF definisce le dita uno strumento importante per i bambini piccoli. Col tempo incoraggia strategie più rapide, come partire dal numero più grande.

In classe tuo figlio potrebbe usare l’abaco, i regoli colorati o la linea dei numeri: chiedi all’insegnante quali materiali usa e, se puoi, usa gli stessi a casa. Lo stesso ordine vale per gli argomenti successivi: dividi davvero 12 grissini in 3 piatti prima di scrivere 12 : 3 = 4 (in Italia la divisione si scrive con i due punti) e piega una striscia di carta in quattro parti uguali prima di scrivere 1/4.

Una routine di 10 minuti al giorno che funziona

Scegli un momento fisso, per esempio dopo la merenda, e tienilo così breve che tuo figlio ne voglia ancora.

  1. Riscaldamento (2 minuti): contate in avanti o all’indietro partendo ogni giorno da un numero diverso (37, 38, 39…), oppure a salti di 10 partendo da 4 (4, 14, 24, 34).
  2. Un’idea (3 minuti): una cosa vista a scuola, con oggetti o un disegno.
  3. Un gioco veloce (4 minuti): carte, dadi o un gioco da tavolo, come quelli di questa guida.
  4. Chiusura (1 minuto): chiedi «Cosa era facile? Cosa era difficile?» e finisci con qualcosa che gli riesce.

Il numero del giorno

Età
5–10
Durata
5 minuti
Occorrente
Un foglio e una matita
  1. Scegli un numero: 7 per un bambino di 5 anni, 24 per uno di 7, 120 per uno di 9.
  2. Scrivilo al centro del foglio. Tuo figlio trova modi per ottenerlo: 5 + 2, 10 − 3, 3 + 3 + 1.
  3. I più grandi usano decine e unità, doppi e tabelline: 24 = 2 decine e 4 unità, 12 + 12, 4 × 6.
  4. Controllate insieme e fatti spiegare il suo modo preferito.

Consiglio Niente tempo oggi?

Anche una domanda in macchina conta: «Quanto fa 10 più di 46?» (56). Un’abitudine piccola che mantieni vale più di un grande piano che abbandoni.

Come aiutare nei compiti senza sostituirti?

I bambini si accorgono di cosa provano gli adulti per la matematica. In un ampio studio su bambini di prima e seconda elementare negli Stati Uniti, i figli di genitori ansiosi per la matematica hanno imparato meno matematica durante l’anno e lo hanno finito più ansiosi, ma solo quando quei genitori li aiutavano spesso nei compiti. La lezione non è smettere di aiutare: è aiutare con calma e lasciare il ragionamento a tuo figlio.

La guida dell’EEF sul coinvolgimento dei genitori consiglia una routine regolare per i compiti, ma invita alla prudenza sull’aiuto diretto, soprattutto con i bambini più grandi. Aiutare tuo figlio a darsi un obiettivo, organizzarsi, non mollare e gestire la frustrazione spesso vale più che aiutarlo a trovare le risposte.

  • «Fammi vedere come hai cominciato.» (invece di mostrargli subito il tuo metodo)
  • «Cosa sai già che ti può aiutare?»
  • «Gli errori ci dicono cosa esercitare.»
  • «Non hai mollato» oppure «Che bella strategia» (invece di «Sei un genio»).

La velocità viene dopo la comprensione. Per i giochi a tempo, il What Works Clearinghouse suggerisce attività brevi, di 1–5 minuti, solo su fatti che il bambino ha già imparato e con l’obiettivo di migliorare il proprio punteggio, non di battere quello degli altri.

Consiglio Evita «Io in matematica ero negato»

Fa pensare che la matematica sia un talento che si ha o non si ha dalla nascita. Prova invece con «È difficile, ragioniamoci insieme».

Giochi, app e schermi: cosa aiuta davvero?

I giochi da tavolo sono tra le attività di casa più studiate. In un esperimento classico, bambini in età prescolare di famiglie a basso reddito (età media 5,4 anni) hanno giocato a un semplice gioco con le caselle numerate in fila per circa un’ora in tutto e sono migliorati nel confrontare i numeri, collocarli su una linea, contare e riconoscere le cifre; i progressi c’erano ancora 9 settimane dopo. Chi ha giocato alla stessa versione con caselle colorate, senza numeri, non è migliorato. In casa hai già ottimi candidati: il gioco dell’oca, la tombola, le carte.

Corsa al 20

Età
5–7
Durata
10 minuti
Occorrente
Un foglio, una matita, un dado e due pedine (bastano due bottoni)
  1. Disegna un percorso dritto di 20 caselle uguali, numerate da 1 a 20.
  2. A turno tirate il dado. Prima di muovere, di’ dove arriverai: «Sono sul 6, ho fatto 3, quindi arrivo al 9».
  3. Mentre muovi conta in avanti ad alta voce: «7, 8, 9».
  4. Vince chi arriva per primo al 20. La volta dopo usate un percorso da 1 a 50 o due dadi.

Le app possono aggiungere varietà per allenare i fatti numerici se fanno pensare, si adattano al livello del bambino e non hanno pubblicità né spinte all’acquisto. La Società Italiana di Pediatria raccomanda, dopo i 5 anni, meno di 2 ore di schermi al giorno e sempre con la supervisione di un adulto: per la matematica bastano sessioni brevi. Nella mappa qui sotto trovi la checklist completa per scegliere.

Lavorare con gli insegnanti, e quando chiedere aiuto

All’inizio dell’anno chiedi alle insegnanti cosa farà la classe e come viene insegnato, così i tuoi 10 minuti a casa vanno nella stessa direzione. Secondo l’EEF, i messaggi tra scuola e famiglia funzionano meglio quando sono personali e legati a ciò che si sta imparando, e chiedere ai genitori come possono contribuire rafforza la collaborazione.

Domande da fare all’insegnante

  • In cosa va bene mio figlio in matematica?
  • Cosa farete adesso, e con quale strategia (per esempio per 8 + 5)?
  • Cosa possiamo esercitare a casa in 10 minuti?
  • Riceve un aiuto in più, e come posso fare perché funzioni anche a casa?

Segnali che è il momento di chiedere aiuto

  • È fermo sulla stessa abilità da diverse settimane, nonostante esercizi brevi e regolari.
  • Verso la fine della prima conta ancora tutto da 1 anche per somme piccole come 4 + 3, invece di partire dal 4.
  • Dalla seconda confonde decine e unità: per esempio pensa che 52 e 25 siano la stessa quantità.
  • Pianti, mal di pancia o rifiuto netto quando si parla di matematica.
  • Un divario con i compagni che cresce a ogni quadrimestre.

La scuola può spesso proporre attività di recupero in piccolo gruppo, che secondo l’EEF funzionano meglio quando sono brevi, regolari e collegate a ciò che si fa in classe. Se le difficoltà continuano, chiedi se è il caso di un approfondimento. La discalculia è un disturbo specifico dell’apprendimento e la diagnosi spetta agli specialisti: le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità raccomandano di porla a partire dalla classe terza e solo se le difficoltà persistono nonostante interventi mirati.

Da dove iniziare: la mappa delle nostre guide

Scegli la guida che corrisponde a ciò su cui tuo figlio sta lavorando adesso. In ognuna trovi metodi passo passo, esempi svolti e giochi senza schermi.

Per cominciare

  • Le abilità matematiche per età: cosa si impara dall’ultimo anno dell’infanzia alla quarta primaria secondo le Indicazioni nazionali, così sai se stare tranquillo o intervenire.
  • Confrontare i numeri: decine e unità, i segni > e < e la retta dei numeri, la base di tutto il resto.

Le quattro operazioni

Ragionare con elasticità

Abitudini, emozioni e strumenti

Domande frequenti

Quanto tempo al giorno deve fare matematica un bambino?

Tra i 5 e i 10 anni bastano circa 10 minuti quasi ogni giorno, più un po’ di matematica nella vita quotidiana. Smetti quando tuo figlio si sta ancora divertendo.

Devo insegnare la matematica a mio figlio prima della prima elementare?

Non servono lezioni. Contare, raggruppare, confrontare quantità e giocare con i numeri danno un’ottima partenza, e la ricerca collega le chiacchiere sui numeri e i giochi da tavolo in famiglia a migliori abilità numeriche.

È normale che conti con le dita?

Sì. Le dita sono uno strumento naturale e utile per i bambini piccoli, e la guida dell’Education Endowment Foundation invita a incoraggiarne l’uso. Col tempo aiutalo a passare a strategie più rapide, come contare in avanti dal numero più grande.

E se io non sono bravo in matematica?

Puoi aiutare molto lo stesso. Resta positivo, chiedi a tuo figlio di spiegarti come ragiona e usa i metodi della scuola. Secondo la ricerca, l’ansia dei genitori pesa soprattutto quando aiutano spesso e con tensione: conta un aiuto calmo.

Come capisco se mio figlio è indietro in matematica?

Le Indicazioni nazionali fissano i traguardi alla fine della terza e della quinta, e ogni scuola li distribuisce nei vari anni. Chiedi agli insegnanti cosa si aspettano per la fine dell’anno e come va in classe: un divario che dura settimane nonostante l’esercizio, o una paura crescente, è un buon motivo per parlarne.

Fonti

Scritto dal team di Matobur di Edict Digital e verificato su queste fonti:

  1. Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione (DM 9 dicembre 2025, n. 221), allegato: Matematica (si apre in una nuova scheda)Ministero dell’Istruzione e del Merito, Gazzetta Ufficiale n. 21 del 27 gennaio 2026
  2. Teaching Math to Young Children (guida pratica, 2013) (si apre in una nuova scheda)What Works Clearinghouse, Institute of Education Sciences (Dipartimento dell’Istruzione degli Stati Uniti)
  3. Assisting Students Struggling with Mathematics: Intervention in the Elementary Grades (guida pratica, 2021) (si apre in una nuova scheda)What Works Clearinghouse, Institute of Education Sciences (Dipartimento dell’Istruzione degli Stati Uniti)
  4. Improving Mathematics in the Early Years and Key Stage 1 (rapporto, 2020) (si apre in una nuova scheda)Education Endowment Foundation, copia d’archivio DERA (UCL Institute of Education)
  5. Working with Parents to Support Children’s Learning (rapporto, 2018) (si apre in una nuova scheda)Education Endowment Foundation, copia d’archivio DERA (UCL Institute of Education)
  6. Levine e colleghi (2010): What counts in the development of young children’s number knowledge? (Developmental Psychology) (si apre in una nuova scheda)ERIC, Institute of Education Sciences
  7. Ramani e Siegler (2008): Promoting broad and stable improvements in low-income children’s numerical knowledge through playing number board games (Child Development) (si apre in una nuova scheda)ERIC, Institute of Education Sciences
  8. Maloney e colleghi (2015): Intergenerational effects of parents’ math anxiety on children’s math achievement and anxiety (Psychological Science 26(9)) (si apre in una nuova scheda)Psychological Science, copia dell’articolo pubblicata dalla Temple University
  9. Digitale e bambini: le nuove raccomandazioni SIP (27 gennaio 2026) (si apre in una nuova scheda)Società Italiana di Pediatria
  10. Linea guida sulla gestione dei disturbi specifici dell’apprendimento: aggiornamento ed integrazioni (2022) (si apre in una nuova scheda)Istituto Superiore di Sanità, Sistema Nazionale Linee Guida