Abilità per abilità

Come imparare le tabelline senza lacrime: guida per genitori

Imparare le tabelline: prima gruppi e schieramenti, poi un ordine furbo, la tavola pitagorica, 5 minuti al giorno, giochi e velocità senza stress.

  • 7–10 anni
  • 2ª–4ª primaria
  • Lettura: 11 min

In breve

Prima il significato: 3 × 4 vuol dire 3 gruppi da 4, come 3 file da 4 biscotti su un vassoio. Poi le tabelline per famiglie: del 10, del 5 e del 2; del 4 e dell’8 raddoppiando; del 3, del 6 e del 9; per ultima quella del 7. La proprietà commutativa (3 × 4 = 4 × 3) dimezza quasi il lavoro. Bastano 5 minuti al giorno; la velocità arriva solo quando un fatto è facile.

Punti chiave

  • Prima il significato: la moltiplicazione conta gruppi uguali, e uno schieramento (file e colonne) mostra perché 3 × 4 = 4 × 3.
  • Impara per famiglie: 10, 5, 2 → 4, 8 → 3, 6, 9 → 7, così ogni tabellina nuova si appoggia a una già nota.
  • Dopo le tabelline dell’1, del 2, del 5 e del 10, con la proprietà commutativa nella tavola pitagorica restano 21 fatti nuovi, e con le regolarità solo 6.
  • Le Indicazioni nazionali mettono le tabelline fino a 10 tra gli obiettivi di fine terza: in seconda contare ancora è normale.
  • Cinque minuti al giorno valgono più di una lunga sessione a settimana. La velocità viene per ultima, e tuo figlio gareggia solo con se stesso.

Cosa deve capire tuo figlio prima di memorizzare le tabelline?

Le tabelline restano in testa molto meglio quando hanno un significato. La moltiplicazione è un modo veloce per contare gruppi uguali: 3 × 4 vuol dire «3 gruppi da 4». Anche le Indicazioni nazionali chiedono di saper spiegare come si è calcolato, non solo di dare il risultato.

  • Gruppi uguali: 3 piattini con 4 acini d’uva ciascuno.
  • Uno schieramento: 3 file da 4 biscotti su un vassoio. A scuola gli schieramenti si disegnano spesso sul quaderno a quadretti.
  • Addizione ripetuta: 4 + 4 + 4 = 12. I doppi dell’addizione, come 6 + 6 = 12, sono la tabellina del 2 travestita.
  • Contare a salti: 4, 8, 12, cioè tre salti da 4.
Esempio Gira il vassoio
  • 3 file da 4 biscotti: 4 + 4 + 4 = 12
  • Giralo: 4 file da 3 biscotti, 3 + 3 + 3 + 3 = 12
  • Quindi 3 × 4 = 4 × 3 = 12

Consiglio Prova stasera (10 minuti, senza schermi)

Costruisci schieramenti in un portauova vuoto o in uno stampo da muffin con la pasta secca: 2 file da 6, poi 3 file da 4. Tuo figlio dice ad alta voce ognuno («2 file da 6 fanno 12»), scrive 2 × 6 = 12 e poi gira il contenitore. Fa ancora 12?

A che età si imparano le tabelline in Italia?

Le tabelline sono un percorso di due o tre anni, non una corsa di pochi mesi. Sia le Indicazioni nazionali del 2012 sia quelle nuove fissano lo stesso traguardo: conoscere le tabelline della moltiplicazione fino a 10 entro la fine della classe terza. Gli anni intermedi li organizza ogni scuola; questa è una distribuzione tipica.

Le tabelline anno per anno: traguardo nazionale e distribuzione tipica nei curricoli delle scuole
Anno (età)Cosa si fa di solito
Prima (6–7)Ancora niente tabelline: si conta a salti di 2 e di 10 e si costruisce l’addizione entro il 20
Seconda (7–8)Gruppi uguali, schieramenti e addizione ripetuta; le prime tabelline
Terza (8–9)Tutte le tabelline fino a 10 (traguardo nazionale) e le prime moltiplicazioni in colonna
Quarta (9–10)Le tabelline servono a moltiplicare e dividere numeri più grandi, anche per 10, 100 e 1.000

Quindi un bambino di 7 anni che per trovare 6 × 7 conta ancora è perfettamente in linea: conoscere a memoria tutta la tavola pitagorica è un obiettivo di fine terza. In Italia non c’è un test nazionale a tempo sulle tabelline: le prove INVALSI di seconda e di quinta valutano la matematica in generale. Per il quadro completo, vedi le abilità matematiche per età.

Passo dopo passo: l’ordine migliore per imparare le tabelline

Non serve marciare dall’1 al 10. Impara le tabelline per famiglie, così ogni tabellina nuova si appoggia a una che tuo figlio conosce già.

  1. Tabelline del 10, del 5 e del 2. Conta a dieci con le dita, a cinque con le monete da 5 centesimi e a due con le paia di calzini. I risultati del 10 finiscono con 0, quelli del 5 con 5 o 0, quelli del 2 sono i numeri pari.
  2. Le regole dell’1 e dello 0. 1 gruppo da 8 fa 8, e 0 gruppi da 8 fanno niente (0 × 8 = 0).
  3. Il 4 e l’8 raddoppiando. 2 × 6 = 12, quindi 4 × 6 = 24 e 8 × 6 = 48.
  4. Il 3, il 6 e il 9. Il 3 è il 2 più un gruppo (3 × 7 = 14 + 7 = 21), il 6 è il doppio del 3 (6 × 7 = 42), il 9 è il 10 meno un gruppo (9 × 7 = 70 − 7 = 63).
  5. Il 7 per ultimo. Grazie alla proprietà commutativa tuo figlio conosce già quasi tutta la tabellina del 7 (7 × 6 = 6 × 7). L’unico fatto davvero nuovo è 7 × 7 = 49.

Consiglio Di’ la frase intera, ad alta voce

Chiedi «sei per quattro, ventiquattro», non solo «24». Ripetere la frase completa lega insieme i tre numeri e rende il fatto più facile da ritrovare.

Ogni fatto nuovo regala anche due divisioni: 6 × 4 = 24, quindi 24 : 4 = 6 e 24 : 6 = 4. La nostra guida su come insegnare la divisione parte proprio da qui.

Perché i fatti da imparare sono meno di quanto sembra?

La tavola pitagorica da 1 a 10 contiene 100 fatti. Mostra a tuo figlio quanto in fretta si riduce:

Esempio La tavola pitagorica che si restringe
  • Si parte: 100 fatti, da 1 × 1 a 10 × 10
  • Tabelline dell’1, del 2, del 5 e del 10: 64 fatti già sistemati, ne restano 36
  • Proprietà commutativa (3 × 8 = 8 × 3): restano solo 21 fatti diversi
  • Il 9 dal 10, il 4 raddoppiando il 2, il 3 dal 2 più un gruppo: ne restano 6
  • Gli ultimi 6: 6 × 6 = 36, 6 × 7 = 42, 6 × 8 = 48, 7 × 7 = 49, 7 × 8 = 56, 8 × 8 = 64

Questa regola si chiama proprietà commutativa: cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia. Se tuo figlio sa che 6 × 4 = 24, sa anche che 4 × 6 = 24.

Regolarità da scoprire insieme

  • Il 9: da 9 × 1 a 9 × 10 le cifre del risultato sommate fanno 9 (27: 2 + 7 = 9), e la cifra delle decine è uno in meno del numero per cui moltiplichi (9 × 7 = 63).
  • Il 9 con le dita: alza 10 dita e abbassa la settima. A sinistra restano 6 dita e a destra 3: 63.
  • Il 5 è metà del 10: 5 × 8 è la metà di 10 × 8 = 80, cioè 40.
  • Risultati pari: qualsiasi numero per 2, 4, 6 o 8 dà un numero pari.

Consiglio Colora la tavola pitagorica

Disegna una tavola pitagorica 10 × 10 e lascia che tuo figlio colori ogni fatto che conosce, insieme al suo gemello girato. Le caselle bianche mostrano esattamente cosa esercitare dopo.

Le verifiche a tempo aiutano o fanno male? Sicurezza senza paura

Conoscere le tabelline «con sicurezza» vuol dire ricordarle in modo preciso, rapido e flessibile: sapere che 7 × 8 = 56, o arrivarci in un attimo da 7 × 7 = 49. Ma la pressione può avere l’effetto contrario.

Il gruppo youcubed di Jo Boaler, docente a Stanford, riporta che per circa un terzo degli studenti l’inizio delle verifiche a tempo coincide con l’inizio dell’ansia da matematica, e cita ricerche secondo cui lo stress blocca la memoria di lavoro, dove si tengono i fatti numerici. Un bambino che al tavolo della cucina sa 6 × 8 può bloccarsi davanti a un cronometro.

Il tempo non è vietato, però. Una guida pratica del What Works Clearinghouse statunitense per i bambini in difficoltà in matematica consiglia attività a tempo brevi, di solito da 1 a 5 minuti, solo su fatti già imparati e per cui il bambino ha una strategia, con l’obiettivo di eguagliare o battere il proprio punteggio precedente e grafici dei progressi che restano privati. In uno studio su 58 bambini di quarta elementare statunitensi, sia l’esercizio a tempo da solo sia strategie più esercizio a tempo hanno costruito la rapidità, ma il gruppo con le strategie se la cavava meglio nelle verifiche successive.

  • Prima la strategia, poi la velocità: non cronometrare mai un fatto che tuo figlio non sa ancora ricavare.
  • Gareggia con il punteggio di ieri, non con un fratello, una sorella o un compagno.
  • Tienilo minuscolo: uno o due minuti di domande veloci, poi basta, finché è ancora divertente.
  • Lacrime vuol dire pausa: metti via il cronometro per una settimana e torna ai giochi. La nostra guida all’ansia da matematica spiega di più.

Una routine di 5 minuti al giorno per le tabelline

Esercizi brevi e distribuiti nel tempo funzionano meglio di lunghe sessioni ogni tanto. Cinque minuti al giorno bastano.

  1. Minuto 1, riscaldamento: contate a salti di 2, di 5 o di 10 mentre camminate o apparecchiate.
  2. Minuti 2–3, i fatti di oggi: costruite 3 o 4 fatti nuovi della stessa famiglia con una strategia: «8 × 4 è il doppio di 4 × 4, e il doppio di 16 è 32».
  3. Minuti 4–5, domande veloci: mescolate i fatti di oggi con quelli vecchi, in ordine sparso. Bloccato? Usate la strategia, poi dite insieme la frase intera.
  4. Finisci con un successo e colorate il fatto nuovo sulla tavola pitagorica.

Consiglio Mescola vecchio e nuovo

Quando passate a fatti più difficili, tenete nel mix anche quelli più facili. La guida del What Works Clearinghouse lo consiglia, perché così i bambini imparano a distinguere un fatto dall’altro.

Ripassate ogni famiglia ogni una o due settimane: dimenticare la tabellina del mese scorso è normale.

Giochi per le tabelline senza schermi

I giochi danno tante ripetizioni senza noia. Altre idee nella guida ai giochi di matematica a casa.

Battaglia delle moltiplicazioni

Età
7–10
Durata
10 minuti
Occorrente
Un mazzo di carte napoletane: l’asso vale 1, il fante 8, il cavallo 9 e il re 10
  1. Distribuite tutte le carte coperte tra due giocatori.
  2. Ognuno gira due carte e le moltiplica: un 6 e un 4 fanno 24.
  3. Il prodotto più grande vince tutte e quattro le carte.
  4. Più facile: girate una carta a testa e moltiplicatela per la tabellina del giorno, per esempio sempre per 5.

Conquista lo schieramento

Età
7–10
Durata
15 minuti
Occorrente
Due dadi, un foglio a quadretti e due matite colorate
  1. A turno tirate i due dadi, per esempio 3 e 5.
  2. Colora con il tuo colore un rettangolo di 3 per 5 quadretti e scrivici dentro 3 × 5 = 15.
  3. I rettangoli non si possono sovrapporre: se il tuo non ci sta, salti il turno.
  4. Quando nessuno riesce più a disegnare un rettangolo, vince chi ha più quadretti colorati.

Il gioco del «Bum!»

Età
7–10
Durata
5 minuti
Occorrente
Niente: perfetto per i viaggi in macchina
  1. Scegliete una tabellina, per esempio quella del 4.
  2. Contate a turno ad alta voce e dite «Bum!» al posto di ogni risultato della tabellina: 1, 2, 3, Bum!, 5, 6, 7, Bum!…
  3. Chi sbaglia un «Bum!» fa ripartire il conto da 1.
  4. Più difficile: «Bim!» per la tabellina del 3 e «Bum!» per quella del 5. Il 15 è «Bim-Bum!».

Errori comuni (e come correggerli)

  • Recitare senza capire. Tuo figlio canta «7, 14, 21, 28» ma non sa dire 7 × 4. Rimedio: alzate un dito per ogni salto.
  • Ripartire sempre dall’inizio. Rimedio: salta da un fatto vicino: 7 × 10 = 70, quindi 7 × 9 = 70 − 7 = 63.
  • Confondere × e + (4 × 3 risponde 7). Rimedio: chiedi «Quanti gruppi? Quanti in ogni gruppo?» e disegnatelo.
  • Pensare che 0 × 5 faccia 5. Rimedio: «Zero piattini con 5 biscotti ciascuno. Quanti biscotti?».
  • Esercitarsi solo in ordine. Rimedio: quando una tabellina è familiare, chiedetela in ordine sparso.

Quando parlarne con gli insegnanti

Parlane con l’insegnante se alla fine della terza tuo figlio ricava ancora ogni fatto contando dall’inizio, o se l’esercizio lo agita molto. Chiedi quali strategie usa la classe, così a casa usate le stesse parole. Per i bambini con una diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento, la legge 170 del 2010 prevede strumenti compensativi e una didattica personalizzata: la scuola può indicarti quali usare. Il quadro generale è in come insegnare la matematica a casa.

Domande frequenti

Qual è il modo più veloce per imparare le tabelline?

Impararle per famiglie (10, 5 e 2; poi 4 e 8 raddoppiando; poi 3, 6, 9 e 7), usare la proprietà commutativa ed esercitarsi circa 5 minuti al giorno. Un ripasso breve e quotidiano vale più di sessioni lunghe e rare.

A che età bisogna sapere tutte le tabelline?

Le Indicazioni nazionali, sia quelle del 2012 sia quelle nuove, mettono le tabelline fino a 10 tra gli obiettivi di fine terza, intorno agli 8 o 9 anni. Molte classi cominciano in seconda, partendo dal significato della moltiplicazione.

Da quale tabellina si comincia?

Da quelle del 10, del 5 e del 2, che hanno regolarità evidenti e si appoggiano al contare a salti. Poi si raddoppia il 2 per avere il 4, e si raddoppia il 4 per avere l’8.

Le verifiche a tempo sulle tabelline fanno male?

Possono farlo: per alcuni bambini scatenano l’ansia, e lo stress rende più difficile ricordare fatti che sanno. Brevi giochi a tempo vanno bene quando il bambino ha una strategia per ogni fatto e gareggia solo con il proprio punteggio.

Va bene usare la tavola pitagorica?

Sì, come strumento per scoprire le regolarità e controllare i risultati mentre si impara, per esempio colorando i fatti già conosciuti. Per i bambini con una diagnosi di DSA, la legge 170 del 2010 prevede strumenti compensativi: chiedi alla scuola quali sono adatti a tuo figlio.

Si possono usare le dita per le tabelline?

Sì, mentre si impara. Le dita per contare a salti o il trucco del 9 sono un ponte verso la memoria; col tempo incoraggia tuo figlio a partire da un fatto che conosce già.

Fonti

Scritto dal team di Matobur di Edict Digital e verificato su queste fonti:

  1. Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione (DM 16 novembre 2012, n. 254), allegato: Matematica (si apre in una nuova scheda)Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Gazzetta Ufficiale n. 30 del 5 febbraio 2013
  2. Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione (DM 9 dicembre 2025, n. 221), allegato: Matematica (si apre in una nuova scheda)Ministero dell’Istruzione e del Merito, Gazzetta Ufficiale n. 21 del 27 gennaio 2026
  3. Curricolo di matematica della scuola primaria: un esempio di curricolo d’istituto anno per anno (si apre in una nuova scheda)Istituto Comprensivo Statale di Uta
  4. Quadro di riferimento delle prove INVALSI di Matematica (si apre in una nuova scheda)INVALSI, Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione
  5. Fluency Without Fear: Research Evidence on the Best Ways to Learn Math Facts (Jo Boaler) (si apre in una nuova scheda)youcubed, Stanford Graduate School of Education
  6. Assisting Students Struggling with Mathematics: Intervention in the Elementary Grades (guida pratica, 2021) (si apre in una nuova scheda)What Works Clearinghouse, Institute of Education Sciences (Dipartimento dell’Istruzione degli Stati Uniti)
  7. Woodward (2006): Developing automaticity in multiplication facts: integrating strategy instruction with timed practice drills (Learning Disability Quarterly) (si apre in una nuova scheda)ERIC, Institute of Education Sciences
  8. Legge 8 ottobre 2010, n. 170, sui disturbi specifici di apprendimento: art. 5, misure educative e didattiche di supporto (si apre in una nuova scheda)Normattiva, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato