Abilità per abilità
Come imparare le tabelline senza lacrime: guida per genitori
Imparare le tabelline: prima gruppi e schieramenti, poi un ordine furbo, la tavola pitagorica, 5 minuti al giorno, giochi e velocità senza stress.

In breve
Prima il significato: 3 × 4 vuol dire 3 gruppi da 4, come 3 file da 4 biscotti su un vassoio. Poi le tabelline per famiglie: del 10, del 5 e del 2; del 4 e dell’8 raddoppiando; del 3, del 6 e del 9; per ultima quella del 7. La proprietà commutativa (3 × 4 = 4 × 3) dimezza quasi il lavoro. Bastano 5 minuti al giorno; la velocità arriva solo quando un fatto è facile.
Punti chiave
- Prima il significato: la moltiplicazione conta gruppi uguali, e uno schieramento (file e colonne) mostra perché 3 × 4 = 4 × 3.
- Impara per famiglie: 10, 5, 2 → 4, 8 → 3, 6, 9 → 7, così ogni tabellina nuova si appoggia a una già nota.
- Dopo le tabelline dell’1, del 2, del 5 e del 10, con la proprietà commutativa nella tavola pitagorica restano 21 fatti nuovi, e con le regolarità solo 6.
- Le Indicazioni nazionali mettono le tabelline fino a 10 tra gli obiettivi di fine terza: in seconda contare ancora è normale.
- Cinque minuti al giorno valgono più di una lunga sessione a settimana. La velocità viene per ultima, e tuo figlio gareggia solo con se stesso.
Cosa deve capire tuo figlio prima di memorizzare le tabelline?
Le tabelline restano in testa molto meglio quando hanno un significato. La moltiplicazione è un modo veloce per contare gruppi uguali: 3 × 4 vuol dire «3 gruppi da 4». Anche le Indicazioni nazionali chiedono di saper spiegare come si è calcolato, non solo di dare il risultato.
- Gruppi uguali: 3 piattini con 4 acini d’uva ciascuno.
- Uno schieramento: 3 file da 4 biscotti su un vassoio. A scuola gli schieramenti si disegnano spesso sul quaderno a quadretti.
- Addizione ripetuta: 4 + 4 + 4 = 12. I doppi dell’addizione, come 6 + 6 = 12, sono la tabellina del 2 travestita.
- Contare a salti: 4, 8, 12, cioè tre salti da 4.
- 3 file da 4 biscotti: 4 + 4 + 4 = 12
- Giralo: 4 file da 3 biscotti, 3 + 3 + 3 + 3 = 12
- Quindi 3 × 4 = 4 × 3 = 12

Consiglio Prova stasera (10 minuti, senza schermi)
Costruisci schieramenti in un portauova vuoto o in uno stampo da muffin con la pasta secca: 2 file da 6, poi 3 file da 4. Tuo figlio dice ad alta voce ognuno («2 file da 6 fanno 12»), scrive 2 × 6 = 12 e poi gira il contenitore. Fa ancora 12?
A che età si imparano le tabelline in Italia?
Le tabelline sono un percorso di due o tre anni, non una corsa di pochi mesi. Sia le Indicazioni nazionali del 2012 sia quelle nuove fissano lo stesso traguardo: conoscere le tabelline della moltiplicazione fino a 10 entro la fine della classe terza. Gli anni intermedi li organizza ogni scuola; questa è una distribuzione tipica.
| Anno (età) | Cosa si fa di solito |
|---|---|
| Prima (6–7) | Ancora niente tabelline: si conta a salti di 2 e di 10 e si costruisce l’addizione entro il 20 |
| Seconda (7–8) | Gruppi uguali, schieramenti e addizione ripetuta; le prime tabelline |
| Terza (8–9) | Tutte le tabelline fino a 10 (traguardo nazionale) e le prime moltiplicazioni in colonna |
| Quarta (9–10) | Le tabelline servono a moltiplicare e dividere numeri più grandi, anche per 10, 100 e 1.000 |
Quindi un bambino di 7 anni che per trovare 6 × 7 conta ancora è perfettamente in linea: conoscere a memoria tutta la tavola pitagorica è un obiettivo di fine terza. In Italia non c’è un test nazionale a tempo sulle tabelline: le prove INVALSI di seconda e di quinta valutano la matematica in generale. Per il quadro completo, vedi le abilità matematiche per età.
Passo dopo passo: l’ordine migliore per imparare le tabelline
Non serve marciare dall’1 al 10. Impara le tabelline per famiglie, così ogni tabellina nuova si appoggia a una che tuo figlio conosce già.
- Tabelline del 10, del 5 e del 2. Conta a dieci con le dita, a cinque con le monete da 5 centesimi e a due con le paia di calzini. I risultati del 10 finiscono con 0, quelli del 5 con 5 o 0, quelli del 2 sono i numeri pari.
- Le regole dell’1 e dello 0. 1 gruppo da 8 fa 8, e 0 gruppi da 8 fanno niente (0 × 8 = 0).
- Il 4 e l’8 raddoppiando. 2 × 6 = 12, quindi 4 × 6 = 24 e 8 × 6 = 48.
- Il 3, il 6 e il 9. Il 3 è il 2 più un gruppo (3 × 7 = 14 + 7 = 21), il 6 è il doppio del 3 (6 × 7 = 42), il 9 è il 10 meno un gruppo (9 × 7 = 70 − 7 = 63).
- Il 7 per ultimo. Grazie alla proprietà commutativa tuo figlio conosce già quasi tutta la tabellina del 7 (7 × 6 = 6 × 7). L’unico fatto davvero nuovo è 7 × 7 = 49.

Consiglio Di’ la frase intera, ad alta voce
Chiedi «sei per quattro, ventiquattro», non solo «24». Ripetere la frase completa lega insieme i tre numeri e rende il fatto più facile da ritrovare.
Ogni fatto nuovo regala anche due divisioni: 6 × 4 = 24, quindi 24 : 4 = 6 e 24 : 6 = 4. La nostra guida su come insegnare la divisione parte proprio da qui.
Perché i fatti da imparare sono meno di quanto sembra?
La tavola pitagorica da 1 a 10 contiene 100 fatti. Mostra a tuo figlio quanto in fretta si riduce:
- Si parte: 100 fatti, da 1 × 1 a 10 × 10
- Tabelline dell’1, del 2, del 5 e del 10: 64 fatti già sistemati, ne restano 36
- Proprietà commutativa (3 × 8 = 8 × 3): restano solo 21 fatti diversi
- Il 9 dal 10, il 4 raddoppiando il 2, il 3 dal 2 più un gruppo: ne restano 6
- Gli ultimi 6: 6 × 6 = 36, 6 × 7 = 42, 6 × 8 = 48, 7 × 7 = 49, 7 × 8 = 56, 8 × 8 = 64
Questa regola si chiama proprietà commutativa: cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia. Se tuo figlio sa che 6 × 4 = 24, sa anche che 4 × 6 = 24.
Regolarità da scoprire insieme
- Il 9: da 9 × 1 a 9 × 10 le cifre del risultato sommate fanno 9 (27: 2 + 7 = 9), e la cifra delle decine è uno in meno del numero per cui moltiplichi (9 × 7 = 63).
- Il 9 con le dita: alza 10 dita e abbassa la settima. A sinistra restano 6 dita e a destra 3: 63.
- Il 5 è metà del 10: 5 × 8 è la metà di 10 × 8 = 80, cioè 40.
- Risultati pari: qualsiasi numero per 2, 4, 6 o 8 dà un numero pari.

Consiglio Colora la tavola pitagorica
Disegna una tavola pitagorica 10 × 10 e lascia che tuo figlio colori ogni fatto che conosce, insieme al suo gemello girato. Le caselle bianche mostrano esattamente cosa esercitare dopo.
Le verifiche a tempo aiutano o fanno male? Sicurezza senza paura
Conoscere le tabelline «con sicurezza» vuol dire ricordarle in modo preciso, rapido e flessibile: sapere che 7 × 8 = 56, o arrivarci in un attimo da 7 × 7 = 49. Ma la pressione può avere l’effetto contrario.
Il gruppo youcubed di Jo Boaler, docente a Stanford, riporta che per circa un terzo degli studenti l’inizio delle verifiche a tempo coincide con l’inizio dell’ansia da matematica, e cita ricerche secondo cui lo stress blocca la memoria di lavoro, dove si tengono i fatti numerici. Un bambino che al tavolo della cucina sa 6 × 8 può bloccarsi davanti a un cronometro.
Il tempo non è vietato, però. Una guida pratica del What Works Clearinghouse statunitense per i bambini in difficoltà in matematica consiglia attività a tempo brevi, di solito da 1 a 5 minuti, solo su fatti già imparati e per cui il bambino ha una strategia, con l’obiettivo di eguagliare o battere il proprio punteggio precedente e grafici dei progressi che restano privati. In uno studio su 58 bambini di quarta elementare statunitensi, sia l’esercizio a tempo da solo sia strategie più esercizio a tempo hanno costruito la rapidità, ma il gruppo con le strategie se la cavava meglio nelle verifiche successive.
- Prima la strategia, poi la velocità: non cronometrare mai un fatto che tuo figlio non sa ancora ricavare.
- Gareggia con il punteggio di ieri, non con un fratello, una sorella o un compagno.
- Tienilo minuscolo: uno o due minuti di domande veloci, poi basta, finché è ancora divertente.
- Lacrime vuol dire pausa: metti via il cronometro per una settimana e torna ai giochi. La nostra guida all’ansia da matematica spiega di più.
Una routine di 5 minuti al giorno per le tabelline
Esercizi brevi e distribuiti nel tempo funzionano meglio di lunghe sessioni ogni tanto. Cinque minuti al giorno bastano.
- Minuto 1, riscaldamento: contate a salti di 2, di 5 o di 10 mentre camminate o apparecchiate.
- Minuti 2–3, i fatti di oggi: costruite 3 o 4 fatti nuovi della stessa famiglia con una strategia: «8 × 4 è il doppio di 4 × 4, e il doppio di 16 è 32».
- Minuti 4–5, domande veloci: mescolate i fatti di oggi con quelli vecchi, in ordine sparso. Bloccato? Usate la strategia, poi dite insieme la frase intera.
- Finisci con un successo e colorate il fatto nuovo sulla tavola pitagorica.

Consiglio Mescola vecchio e nuovo
Quando passate a fatti più difficili, tenete nel mix anche quelli più facili. La guida del What Works Clearinghouse lo consiglia, perché così i bambini imparano a distinguere un fatto dall’altro.
Ripassate ogni famiglia ogni una o due settimane: dimenticare la tabellina del mese scorso è normale.
Giochi per le tabelline senza schermi
I giochi danno tante ripetizioni senza noia. Altre idee nella guida ai giochi di matematica a casa.
Battaglia delle moltiplicazioni
- Distribuite tutte le carte coperte tra due giocatori.
- Ognuno gira due carte e le moltiplica: un 6 e un 4 fanno 24.
- Il prodotto più grande vince tutte e quattro le carte.
- Più facile: girate una carta a testa e moltiplicatela per la tabellina del giorno, per esempio sempre per 5.
Conquista lo schieramento
- A turno tirate i due dadi, per esempio 3 e 5.
- Colora con il tuo colore un rettangolo di 3 per 5 quadretti e scrivici dentro 3 × 5 = 15.
- I rettangoli non si possono sovrapporre: se il tuo non ci sta, salti il turno.
- Quando nessuno riesce più a disegnare un rettangolo, vince chi ha più quadretti colorati.
Il gioco del «Bum!»
- Scegliete una tabellina, per esempio quella del 4.
- Contate a turno ad alta voce e dite «Bum!» al posto di ogni risultato della tabellina: 1, 2, 3, Bum!, 5, 6, 7, Bum!…
- Chi sbaglia un «Bum!» fa ripartire il conto da 1.
- Più difficile: «Bim!» per la tabellina del 3 e «Bum!» per quella del 5. Il 15 è «Bim-Bum!».
Errori comuni (e come correggerli)
- Recitare senza capire. Tuo figlio canta «7, 14, 21, 28» ma non sa dire 7 × 4. Rimedio: alzate un dito per ogni salto.
- Ripartire sempre dall’inizio. Rimedio: salta da un fatto vicino: 7 × 10 = 70, quindi 7 × 9 = 70 − 7 = 63.
- Confondere × e + (4 × 3 risponde 7). Rimedio: chiedi «Quanti gruppi? Quanti in ogni gruppo?» e disegnatelo.
- Pensare che 0 × 5 faccia 5. Rimedio: «Zero piattini con 5 biscotti ciascuno. Quanti biscotti?».
- Esercitarsi solo in ordine. Rimedio: quando una tabellina è familiare, chiedetela in ordine sparso.
Quando parlarne con gli insegnanti
Parlane con l’insegnante se alla fine della terza tuo figlio ricava ancora ogni fatto contando dall’inizio, o se l’esercizio lo agita molto. Chiedi quali strategie usa la classe, così a casa usate le stesse parole. Per i bambini con una diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento, la legge 170 del 2010 prevede strumenti compensativi e una didattica personalizzata: la scuola può indicarti quali usare. Il quadro generale è in come insegnare la matematica a casa.
Domande frequenti
Qual è il modo più veloce per imparare le tabelline?
Impararle per famiglie (10, 5 e 2; poi 4 e 8 raddoppiando; poi 3, 6, 9 e 7), usare la proprietà commutativa ed esercitarsi circa 5 minuti al giorno. Un ripasso breve e quotidiano vale più di sessioni lunghe e rare.
A che età bisogna sapere tutte le tabelline?
Le Indicazioni nazionali, sia quelle del 2012 sia quelle nuove, mettono le tabelline fino a 10 tra gli obiettivi di fine terza, intorno agli 8 o 9 anni. Molte classi cominciano in seconda, partendo dal significato della moltiplicazione.
Da quale tabellina si comincia?
Da quelle del 10, del 5 e del 2, che hanno regolarità evidenti e si appoggiano al contare a salti. Poi si raddoppia il 2 per avere il 4, e si raddoppia il 4 per avere l’8.
Le verifiche a tempo sulle tabelline fanno male?
Possono farlo: per alcuni bambini scatenano l’ansia, e lo stress rende più difficile ricordare fatti che sanno. Brevi giochi a tempo vanno bene quando il bambino ha una strategia per ogni fatto e gareggia solo con il proprio punteggio.
Va bene usare la tavola pitagorica?
Sì, come strumento per scoprire le regolarità e controllare i risultati mentre si impara, per esempio colorando i fatti già conosciuti. Per i bambini con una diagnosi di DSA, la legge 170 del 2010 prevede strumenti compensativi: chiedi alla scuola quali sono adatti a tuo figlio.
Si possono usare le dita per le tabelline?
Sì, mentre si impara. Le dita per contare a salti o il trucco del 9 sono un ponte verso la memoria; col tempo incoraggia tuo figlio a partire da un fatto che conosce già.
Fonti
Scritto dal team di Matobur di Edict Digital e verificato su queste fonti:
- Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione (DM 16 novembre 2012, n. 254), allegato: Matematica (si apre in una nuova scheda)Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Gazzetta Ufficiale n. 30 del 5 febbraio 2013
- Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione (DM 9 dicembre 2025, n. 221), allegato: Matematica (si apre in una nuova scheda)Ministero dell’Istruzione e del Merito, Gazzetta Ufficiale n. 21 del 27 gennaio 2026
- Curricolo di matematica della scuola primaria: un esempio di curricolo d’istituto anno per anno (si apre in una nuova scheda)Istituto Comprensivo Statale di Uta
- Quadro di riferimento delle prove INVALSI di Matematica (si apre in una nuova scheda)INVALSI, Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione
- Fluency Without Fear: Research Evidence on the Best Ways to Learn Math Facts (Jo Boaler) (si apre in una nuova scheda)youcubed, Stanford Graduate School of Education
- Assisting Students Struggling with Mathematics: Intervention in the Elementary Grades (guida pratica, 2021) (si apre in una nuova scheda)What Works Clearinghouse, Institute of Education Sciences (Dipartimento dell’Istruzione degli Stati Uniti)
- Woodward (2006): Developing automaticity in multiplication facts: integrating strategy instruction with timed practice drills (Learning Disability Quarterly) (si apre in una nuova scheda)ERIC, Institute of Education Sciences
- Legge 8 ottobre 2010, n. 170, sui disturbi specifici di apprendimento: art. 5, misure educative e didattiche di supporto (si apre in una nuova scheda)Normattiva, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato