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Come insegnare la divisione: ripartizione, contenenza e resto
La divisione passo passo: ripartizione e contenenza, il legame con le tabelline, il resto, la colonna e i problemi, con esempi e giochi dai 6 ai 10 anni.

In breve
Comincia dalle parti uguali: 12 acini d’uva divisi in 3 piattini fanno 4 a testa (ripartizione). Poi mostra i gruppi: quanti sacchetti da 3 riempi con 12 acini? Quattro (contenenza). In entrambi i casi 12 : 3 = 4. Collega la divisione alle tabelline (3 × 4 = 12, quindi 12 : 3 = 4) e introduci il resto con avanzi veri. La divisione con resto è un traguardo di fine primaria.
Punti chiave
- La divisione ha due significati: ripartizione (quanti in ogni gruppo?) e contenenza (quanti gruppi?). Si scrivono allo stesso modo: 12 : 3 = 4.
- Ogni divisione nasconde una moltiplicazione: 3 × 4 = 12, quindi 12 : 3 = 4 e 12 : 4 = 3.
- Il resto è ciò che avanza, ed è sempre più piccolo del divisore. La prova: quoziente × divisore + resto = dividendo.
- Nella vita reale è la storia a dire cosa fare del resto: 26 bambini a tavoli da 4 hanno bisogno di 7 tavoli, non di «6 con resto 2».
- Le Indicazioni nazionali mettono la divisione con resto tra i traguardi di fine quinta; in molte classi si comincia in seconda distribuendo oggetti.
Che cos’è la divisione, in parole semplici?
La divisione risponde a due domande di tutti i giorni: Quanti ne tocca a ciascuno? e Quanti gruppi possiamo fare?. I bambini dividono molto prima di incontrare il segno della divisione, ogni volta che distribuiscono le carte o fanno a metà la merenda con un amico.
In Italia la divisione si scrive con i due punti: 20 : 4 = 5. Se un’app o una calcolatrice mostra 20 ÷ 4, spiega a tuo figlio che è la stessa cosa. Queste sono le parole che sentirà a scuola:
- Dividendo: la quantità da cui si parte (20).
- Divisore: il numero per cui si divide (4).
- Quoziente: il risultato (5).
- Resto: quello che avanza quando la quantità non si può dividere in parti uguali.
La divisione è anche l’operazione inversa della moltiplicazione: se 4 × 5 = 20, allora 20 : 4 = 5 e 20 : 5 = 4. Per trovare 32 : 8, chiedi: «8 per quanto fa 32?».
A che età si impara la divisione?
Le Indicazioni nazionali, sia quelle del 2012 sia quelle nuove, mettono tra i traguardi di fine quinta il saper eseguire la divisione con resto tra numeri naturali e trovare multipli e divisori. Il percorso però comincia molto prima. Questa è una distribuzione tipica nei curricoli delle scuole.
| Anno (età) | Cosa si fa di solito |
|---|---|
| Infanzia e prima (5–7) | Dividere oggetti in parti uguali nel gioco e nella vita di tutti i giorni, senza ancora il segno |
| Seconda (7–8) | Distribuire quantità e registrare il risultato: l’avvio alla divisione, insieme alle prime tabelline |
| Terza (8–9) | Divisione legata alle tabelline e divisione in colonna con una cifra al divisore |
| Quarta (9–10) | Divisioni con numeri più grandi, divisioni per 10, 100 e 1.000, le prime frazioni come operatore |
| Quinta (10–11) | Traguardo nazionale: divisione con resto, multipli e divisori |
Quindi dividere con gli oggetti può cominciare a 5 o 6 anni, mentre le divisioni veloci arrivano di solito con le tabelline, verso gli 8 o 9 anni. Se tuo figlio sta imparando le tabelline adesso, esercitate insieme anche le divisioni gemelle: la nostra guida su come imparare le tabelline propone un buon ordine.
Ripartizione e contenenza: i due significati della divisione
A scuola i due significati hanno un nome. Nella divisione di ripartizione sai in quanti gruppi dividere e cerchi quanti ne vanno in ciascuno. Nella divisione di contenenza sai quanto è grande ogni gruppo e cerchi quanti gruppi puoi fare. I numeri e il segno sono gli stessi, ma la domanda cambia.
- 15 fragole divise in 3 ciotole
- Distribuiscile una alla volta, giro dopo giro
- In ogni ciotola ne vanno 5, quindi 15 : 3 = 5
- 15 fragole, 3 in ogni ciotola
- Fai gruppi da 3: 3, 6, 9, 12, 15
- Servono 5 ciotole, quindi 15 : 3 = 5
Perché tutti e due? La contenenza si collega al contare a salti e alle tabelline (quanti 3 ci stanno in 15?). La ripartizione porta alle frazioni: un terzo di 15 è 5.

Consiglio Prova adesso (5 minuti, senza schermi)
Dai a tuo figlio 12 grissini e 3 piatti: «Dividili in modo giusto. Quanti in ogni piatto?». Poi raccoglili e chiedi: «Se ogni piatto ne riceve 2, quanti piatti servono?». Stessi grissini, due domande: 12 : 3 = 4 e 12 : 2 = 6.
Passo dopo passo: come insegnare la divisione a casa
- Parti uguali con gli oggetti. Distribuite merende, mattoncini o carte uno alla volta: «uno a te, uno a me». Chiedi: «È giusto? Come lo sai?».
- Gruppi uguali. Fate gruppi da 2, da 5 e da 10 e contate i gruppi: 20 calzini fanno 10 paia.
- Disegnalo. Distribuisci 12 pallini in 3 cerchi, oppure disegna 12 pallini in file da 4. Il What Works Clearinghouse statunitense raccomanda proprio questo mix di oggetti veri e disegni semplici.
- Scrivilo. Presenta il segno : e tre modi di dirlo: «12 diviso 3», «12 diviso in 3 parti» e «quante volte il 3 sta nel 12?».
- Usa la moltiplicazione. Chiedi «3 per quanto fa 12?». Uno schieramento dà quattro fatti collegati.
- Gli avanzi. Dividi 13 cracker in 3 piatti: 4 a testa, e ne avanza 1. Quello è il resto.
- Numeri più grandi spezzandoli. Dividi il numero in parti amiche che si dividono facilmente, come nel secondo esempio qui sotto.
- 3 file da 4 pallini = 12 pallini
- 3 × 4 = 12 e 4 × 3 = 12
- 12 : 3 = 4 e 12 : 4 = 3
- 72 : 6 = ?
- Spezza 72 in 60 + 12
- 60 : 6 = 10 e 12 : 6 = 2
- Quindi 72 : 6 = 10 + 2 = 12
- Prova: 6 × 12 = 72
La divisione in colonna, all’italiana
In Italia la divisione in colonna si scrive in un modo particolare: il dividendo a sinistra, il divisore a destra dentro una specie di «L», e il quoziente sotto il divisore. Si lavora una cifra alla volta, da sinistra. Quando tuo figlio ci arriva, di solito in terza con una cifra al divisore, segui il quaderno: ogni classe ha le sue piccole abitudini, per esempio scrivere o no le sottrazioni intermedie.
- Quante volte il 4 sta nel 9? 2 volte (2 × 4 = 8), avanza 1
- Abbasso il 5 accanto all’1: 15
- Quante volte il 4 sta nel 15? 3 volte (3 × 4 = 12), avanza 3
- Risultato: 95 : 4 = 23 con resto 3
- Prova: 23 × 4 + 3 = 95
Come si spiega il resto?
Se 14 biscotti si dividono tra 4 bambini, ognuno ne riceve 3 e ne avanzano 2: 14 : 4 = 3 con resto 2. Si controlla con la prova della divisione: quoziente per divisore più resto deve dare il dividendo, cioè 3 × 4 + 2 = 14.
Una regola trova quasi tutti gli errori: il resto è sempre più piccolo del divisore. Se dividi per 5 e ti avanzano 8 biscotti, tutti possono riceverne ancora uno.
- 23 : 5 = 3 con resto 8 ✗ (8 è più grande di 5)
- 5 × 4 = 20 e 23 − 20 = 3
- 23 : 5 = 4 con resto 3 ✓
- Prova: 5 × 4 + 3 = 23
Nei problemi veri è la storia a decidere cosa significa il resto. Prima di rispondere, chiedi a tuo figlio cosa rappresenta ogni numero.
- Si arrotonda per eccesso: 26 bambini, 4 per tavolo. 26 : 4 = 6 con resto 2, quindi servono 7 tavoli.
- Si arrotonda per difetto: hai 20 euro e una macchinina costa 3 euro. 20 : 3 = 6 con resto 2, quindi compri 6 macchinine e ti restano 2 euro.
- Si divide anche l’avanzo: 7 frittelle per 2 bambini. Ognuno ne prende 3 e l’ultima si taglia a metà: 3 e mezza a testa.
- Il resto è la risposta: 25 figurine, 6 per pagina. 25 : 6 = 4 con resto 1, quindi l’ultima pagina ha 1 figurina.
Come leggere i problemi con la divisione
Spesso il problema mette in difficoltà più del calcolo. La guida del What Works Clearinghouse consiglia di insegnare i tipi di problema. Un problema di gruppi uguali ha sempre tre parti: un totale, un numero di gruppi e la grandezza di ogni gruppo. Due sono date; tuo figlio trova la terza.
- I succhi di frutta sono in confezioni da 6. Ne servono 30. Quante confezioni?
- Totale 30, grandezza del gruppo 6, numero di gruppi da trovare
- 30 : 6 = 5 confezioni
- 24 biglie divise in parti uguali tra 4 amici. Quante a testa?
- Totale 24, numero di gruppi 4, grandezza del gruppo da trovare
- 24 : 4 = 6 biglie a testa

Consiglio Attenzione a «ciascuno»
«Ciascuno» non vuol dire sempre dividere. «4 sacchetti con 6 mele ciascuno» chiede il totale: 4 × 6 = 24. Chiedi: il totale lo conosciamo già? Se sì, probabilmente è una divisione; se lo stiamo cercando, è una moltiplicazione.
La vita reale è piena di divisioni: una pizza da 8 spicchi per 4 persone (2 a testa), 18 uova in file da 6 (3 file), 15 euro di paghetta divisi tra 3 fratelli (5 euro ciascuno) o un’ora di faccende a turni da 15 minuti (60 : 15 = 4 turni).
Giochi sulla divisione senza schermi
Il picnic delle parti uguali
- Metti 12 snack sul tavolo e fai sedere 3 peluche intorno.
- Tuo figlio distribuisce gli snack uno alla volta finché finiscono.
- Contate ogni piatto insieme: «12 diviso tra 3 fa 4 a testa».
- Aggiungi un quarto peluche e dividete di nuovo. Con più peluche, ognuno ne riceve di più o di meno?
Gli avanzi
- Metti 20 fagioli al centro. Tira il dado, per esempio un 6.
- Dividi i fagioli del centro in 6 gruppi uguali: 20 : 6 = 3 con resto 2.
- Metti i 2 avanzati nel tuo bicchiere e rimetti i gruppi al centro.
- Se tiri un numero più grande dei fagioli rimasti al centro, li prendi tutti.
- Quando il centro è vuoto, vince chi ha più fagioli.
Famiglie di fatti con le carte
- Gira due carte, per esempio 7 e 3, e moltiplicale: 21.
- L’altro giocatore dice le due divisioni: 21 : 3 = 7 e 21 : 7 = 3.
- Giusto? Tiene le carte. Poi vi scambiate i ruoli.
- Più difficile: di’ un totale e una carta, come 42 e 6, e chiedi il numero mancante (7).
Altre idee nella guida ai giochi di matematica a casa.
Errori comuni (e come correggerli)
- Scambiare i numeri. Scrivere 3 : 12 per «12 diviso in 3 parti». A differenza della moltiplicazione, nella divisione l’ordine conta. Rimedio: chiedi «Cosa dividiamo, e in quante parti?».
- Parti non uguali. Rimedio: «È giusto? Conta ogni piatto».
- Fermarsi troppo presto. 17 : 5 = 2 con resto 7. Rimedio: «Ognuno può riceverne ancora uno?». La risposta è 3 con resto 2.
- Dimenticare la storia. «7 pullman con resto 2.» Rimedio: chiedi cosa significa la risposta: 7 pullman pieni e 2 persone ancora a terra, quindi servono 8 pullman.
- Contare di uno in uno ogni volta. Rimedio: usa un fatto noto: 5 × 6 = 30, quindi 30 : 5 = 6.
Quando parlarne con gli insegnanti
Parlane con l’insegnante se in terza tuo figlio non riesce a dividere oggetti in parti uguali, non vede il legame tra 12 : 3 e 3 × 4, o va nel panico davanti ai problemi. Chiedi quali disegni usa la classe (cerchi, schieramenti o modelli a barre), così a casa usate gli stessi. Le domande come 3 × □ = 12 sono nella guida ai problemi con il numero mancante.
Domande frequenti
Qual è il modo più semplice per insegnare la divisione?
Comincia dalle parti uguali con oggetti veri, come 12 acini d’uva in 3 piattini. Quando è facile, scrivilo come 12 : 3 = 4 e collegalo alla tabellina: 3 × 4 = 12.
A che età si impara la divisione?
Con gli oggetti i bambini dividono già a 5 o 6 anni, e in molte classi l’avvio alla divisione è in seconda. Le Indicazioni nazionali mettono la divisione con resto tra i traguardi di fine quinta.
Che differenza c’è tra ripartizione e contenenza?
Nella ripartizione sai in quanti gruppi dividere e cerchi quanti ne vanno in ciascuno: 12 diviso in 3 parti fa 4. Nella contenenza sai quanto è grande ogni gruppo e cerchi quanti gruppi fai: 12 a gruppi di 3 fanno 4 gruppi.
Come si spiega il resto ai bambini?
Il resto è ciò che avanza quando le cose non si possono dividere in parti uguali: 14 : 4 = 3 con resto 2. È sempre più piccolo del numero per cui si divide.
Come si fa la prova della divisione?
Si moltiplica il quoziente per il divisore e si aggiunge il resto: deve venire il dividendo. Per 23 : 5 = 4 con resto 3, la prova è 4 × 5 + 3 = 23.
Bisogna sapere le tabelline prima della divisione?
Crescono meglio insieme. Si possono dividere oggetti prima di conoscere le tabelline, ma le divisioni veloci nascono dalle moltiplicazioni: se sai che 6 × 7 = 42, sai anche che 42 : 7 = 6.
Fonti
Scritto dal team di Matobur di Edict Digital e verificato su queste fonti:
- Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione (DM 16 novembre 2012, n. 254), allegato: Matematica (si apre in una nuova scheda)Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Gazzetta Ufficiale n. 30 del 5 febbraio 2013
- Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione (DM 9 dicembre 2025, n. 221), allegato: Matematica (si apre in una nuova scheda)Ministero dell’Istruzione e del Merito, Gazzetta Ufficiale n. 21 del 27 gennaio 2026
- Curricolo di matematica della scuola primaria: un esempio di curricolo d’istituto anno per anno (si apre in una nuova scheda)Istituto Comprensivo Statale di Uta
- Assisting Students Struggling with Mathematics: Intervention in the Elementary Grades (guida pratica, 2021) (si apre in una nuova scheda)What Works Clearinghouse, Institute of Education Sciences (Dipartimento dell’Istruzione degli Stati Uniti)